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TIFONE NELLE FILIPPINE, LA PEDROLLO DONA UN GENERATORE ALL’OSPEDALE CAMILLIANO

TIFONE NELLE FILIPPINE, LA PEDROLLO DONA UN GENERATORE ALL’OSPEDALE CAMILLIANO

Il tifone Yolanda nello scorso autunno ha seminato la distruzione nelle Filippine, provocando nell’arcipelago asiatico decine di migliaia di morti. Una situazione drammatica di cui le recenti alluvioni in Italia possono solo restituirci soltanto una pallida immagine, e che rende ancora più evidente la necessità di fornire un aiuto alle popolazioni locali che tentano di risollevarsi.

Fra i tanti soccorritori Salute e Sviluppo, l’organizzazione dei Padri Camilliani molto attiva nella cooperazione internazionale, è intervenuta subito per far fronte all’emergenza, attivando vari progetti di assistenza. La Pedrollo ha raccolto l’appello e non si è tirata indietro, inviando un generatore da 240 kVA per garantire l’elettricità all’ospedale nel quale operano i Camilliani nell’area di Bohol, dove il tifone ha colpito più duramente.

Dalla direzione di Salute e Sviluppo a Roma padre Efisio Locci, che tiene i contatti diretti con le Filippine, ricorda le proporzioni della recente tragedia: oltre centomila le famiglie che hanno dovuto lasciare le loro case, ma in totale sono state quasi cinque milioni le persone colpite dal tifone. La comunità dei Camilliani nelle Filippine ha operando a lungo in prima linea con una squadra di medici e infermieri, e dopo aver prestato un primo indispensabile soccorso si sono coordinate con la chiesa locale per creare una rete stabile di collaborazione.

 

 

TOM PERRY A PIEDI NUDI SUL MONTE ARARAT, IMPRESA TRA SCIENZA E SOLIDARIETÀ

TOM PERRY A PIEDI NUDI SUL MONTE ARARAT, IMPRESA TRA SCIENZA E SOLIDARIETÀ

Antonio Peretti, lo sportivo vicentino noto come Tom Perry, “l’uomo che scala le montagne a piedi nudi”, non ha solo resistenza, preparazione e forza di volontà, ma anche spirito di scoperta e un vivo desiderio di portare una voce amica nelle zone più disagiate del mondo. In questo la sua visione si avvicina molto a quella della Pedrollo, che infatti ha sostenuto la sua più recente grande avventura.

Perry ha visitato la Turchia non soltanto per salire sul Monte Ararat, il monte sul quale secondo la Bibbia si sarebbe posata l’arca di Noè dopo il diluvio, ma ha portato un forte messaggio di fraternità a un popolo che vive nelle ristrettezze ma mantiene intatto lo spirito di una civiltà millenaria. Da sempre vicino alla natura, Tom Perry ha fatto della passione per l’avventura una testimonianza umana: nei suoi viaggi non insegue i primati, ma recupera valori come l’amicizia, la solidarietà, l’onestà. “Ogni impresa – dice – deve avere una motivazione sociale e contribuire a realizzare concrete opere di solidarietà”.

“Bisogna recuperare la speranza per sopravvivere in un pianeta sconvolto da uno sviluppo poco rispettoso delle persone e dell’ambiente – aggiunge –. In pochi decenni abbiamo ferito la Terra come non era mai accaduto. Questa epoca dominata dal crollo di valori, sentimenti e mercati ci fa pensare a come potremo finire male: per questo è importante portare una testimonianza di solidarietà e affetto”.

 

 

LOTTA ALLA SETE IN TANZANIA: POMPE DELLA PEDROLLO NEI VILLAGGI DELL’AREA DI SAME

LOTTA ALLA SETE IN TANZANIA: POMPE DELLA PEDROLLO NEI VILLAGGI DELL’AREA DI SAME

Il distretto di Same si trova in una delle zone più aride e più disagiate della Tanzania, relegata com’è tra la catena dei monti Pare e la steppa abitata dai Masai, uno lei luoghi del pianeta dove l’acqua è un miraggio e l’attesa quasi insopportabile. Le piogge cadono sporadicamente e soprattutto sono concentrate in pochissime settimane dell’anno, così la quantità di acqua non basta per soddisfare le necessità dei villaggi.

Negli ultimi anni a questi problemi tipici dell’Africa centrale si è anche aggiunto il progressivo impoverimento dei pozzi in precedenza distribuiti sul territorio, cosa che ha aggiunto nuove difficoltà ad una situazione già drammatica e rischia di scatenare malattie a causa della carenza di acqua potabile. Per questo la Pedrollo è corsa subito ai ripari inviando alcune pompe tramite le associazioni caritatevoli che operano nella zona.

Dopo questo intervento abbiamo avuto notizia che tutto il materiale spedito dall’Italia con un imballaggio davvero “a prova di savana” è arrivato in ottimo stato e funzionante a Same e dopo una prima verifica tecnica sta per essere posato in opera sul posto. Dalla comunità locale e dai missionari che prestano assistenza alla popolazione ci sono giunti i ringraziamenti per il dono e per la disponibilità ad affrontare con spirito solidale le difficoltà dei villaggi.

 

 

ALLARME ACQUA: CHI TROPPA E CHI NIENTE, DOVE SI SPRECA, COME SI RISPARMIA

ALLARME ACQUA: CHI TROPPA E CHI NIENTE, DOVE SI SPRECA, COME SI RISPARMIA

Oggi l’acqua è una risorsa naturale sempre più scarsa e proprio questa carenza, secondo gli economisti, è all’origine del suo valore e del rischio che per il suo possesso di scatenino presto dei sanguinosi conflitti. Per questo è considerata l’oro blu del Ventunesimo secolo, come rilevano da anni i rapporti delle Nazioni Unite.

Una relazione del gruppo mondiale Onu per il consumo sostenibile dell’acqua evidenzia che le quantità minime di acqua per soddisfare i bisogni essenziali di ogni essere umano variano dai 20 agli 80 litri al giorno. Eppure non meno di un miliardo di persone sulla Terra non vi hanno accesso, mentre invece nel mondo occidentale i consumi idrici domestici sono di gran lunga superiori: 287 litri pro capite al giorno a Parigi, 191 a Milano, 163 a Berlino, 149 a Londra, 140 a Madrid.

Il tema della salvaguardia dell’acqua (di dove e perché viene sprecata e di come risparmiarla) coinvolge molte discipline, politica, economia, ecologia e stili di vita. I prossimi anni saranno perciò cruciali per raccogliere dati ed elaborare strategie che sono, in modi diversi, ricollegate al tema dell’acqua e di un suo consumo più consapevole. Bisognerà riconsiderare gli sprechi quotidiani ma anche l’inquinamento, la carenza di acqua potabile in molte parti del globo e le conseguenti “guerre dell’acqua” che scoppieranno. Tanto che il tema delle risorse idriche sarà centrale all’Expo 2015 di Milano, dedicato all’alimentazione e dunque anche all’acqua.

 

 

RISCHI CARDIACI, VENTI DIPENDENTI ADDESTRATI ALL’UTILIZZO DEI DEFIBRILLATORI

RISCHI CARDIACI, VENTI DIPENDENTI ADDESTRATI ALL’UTILIZZO DEI DEFIBRILLATORI

In Italia ben 60 mila persone muoiono ogni anno per arresto cardiaco improvviso. Una lunga scia di lutti che potrebbe essere interrotta con un unico intervento risolutivo: la defibrillazione, da attuare entro 5-6 minuti dalla perdita di conoscenza per evitare la morte o un danno cerebrale quasi sempre irreversibile.

La Pedrollo ha indetto di recente specifici corsi sull’uso del defibrillatore (BLSD, rianimazione cardiopolmonare di base e defibrillatore precoce), curati dalla Croce Verde per formare il personale. In totale in azienda venti persone sono oggi in grado di azionare i due defibrillatori semi-automatici, che si trovano uno nella saletta della Sicurezza in sede, vicino alla reception, e l’altro nel reparto Pressofusione a Monteforte d’Alpone.

Una tecnica adeguata negli interventi di primo soccorso è un elemento portante della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, sia nell’emergenza che come prevenzione. Tale competenza acquisita attraverso la formazione, infatti, aumenta nei lavoratori la consapevolezza di essere esposti a rischi e favorisce quindi l’adozione di comportamenti sicuri.

 

 

IN TOGO SORRIDE UN ALTRO VILLAGGIO: ACQUA E RACCOLTO PER TUTTO L’ANNO

IN TOGO SORRIDE UN ALTRO VILLAGGIO: ACQUA E RACCOLTO PER TUTTO L’ANNO

La Pedrollo ascolta da sempre con grande attenzione le voci di chi attraverso il dono dell’acqua porta la vita e il raccolto anche nell’Africa più arida e lontana dai grandi interessi commerciali. Qualche mese fa la nostra azienda ha destinato dodici pompe al villaggio di Aklakou, nel Togo, dove operano le sorelle Orsoline coordinate da suor M. Salesia Vinco.

“Spero che i lavori per i pozzi finiscano entro tempi brevi: quello che ho ritratto nella foto servirà a una quindicina di ragazze ospiti del nostro fabbricato scolastico - ci ha scritto la religiosa testimoniando lo sviluppo del piccolo centro di assistenza -. Poi costruiremo i serbatoi nei quali le pompe, mosse da un piccolo ed economico gruppo elettrogeno a benzina, accumuleranno l’acqua necessaria”.

Il pesante lavoro e le difficoltà di una terra bellissima quanto dura non spaventano suor M. Salesia, che guarda già avanti alle future realizzazioni: “I pozzi nei campi daranno una produzione di pomodori più abbondante e lungo tutto il corso dell’anno, grazie all’irrigazione e al calore del sole. Tutti scaveranno i pozzi a proprie spese e parte del raccolto sarà devoluta per donare speranze ad altre famiglie”.

 

 

SILVANO PEDROLLO NOMINATO CAVALIERE DEL LAVORO PER I SUCCESSI NELL'IMPRESA E LE OPERE SOCIALI

SILVANO PEDROLLO NOMINATO CAVALIERE DEL LAVORO PER I SUCCESSI NELL'IMPRESA E LE OPERE SOCIALI

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha nominato Silvano Pedrollo Cavaliere del Lavoro, insieme ad altri 24 imprenditori che si sono distinti per aver dato lustro al made in Italy: la scelta è avvenuta dopo una lunga e accurata selezione ed è stata annunciata alla vigilia del 2 giugno, Festa della Repubblica.

Tra le motivazioni che hanno spinto Napolitano a indicare il fondatore della nostra azienda rientra soprattutto la creazione - a partire dal 1974 - di un gruppo oggi tra i principali leader mondiali nella produzione di elettropompe, con oltre 2,5 milioni di pezzi venduti in tutto il mondo e un impegno quotidiano per l'innovazione e l'internazionalizzazione, la formazione e relazioni improntate al rispetto.

Ma sulla scelta di Napolitano ha sicuramente influito anche la costante opera filantropica di Silvano Pedrollo, contrassegnata dalla presenza a fianco delle popolazioni disagiate in ogni continente. Al centro della sua azione non solo il desiderio di garantire a tutti i popoli l'acqua come fonte di vita e diritto inalienabile, ma anche la convinzione che la cultura e la formazione siano un pilastro dello sviluppo.

Sono numerosi i Paesi nei quali la Pedrollo ha portato un aiuto concreto, dal Bangladesh al Brasile, dall'Africa all'India e al Sudamerica, per non parlare del contributo alla crescita dell'Albania, della Georgia e di altri Paesi dell'Est, senza dimenticare le borse di studio per le università e i temi sociali anche nel Veronese.

 

 

LA PEDROLLO E I BENEFATTORI VERONESI RIEMPIONO UN CONTAINER DI AIUTI PER HAITI

LA PEDROLLO E I BENEFATTORI VERONESI RIEMPIONO UN CONTAINER DI AIUTI PER HAITI

 

Haiti è uno dei Paesi più disagiati del mondo, colpito da una drammatica povertà e da disastri naturali come uragani e terremoti, uno dei quali, il più recente, ha aggravato lo stato di miseria e disperazione in cui l’isola versa da sempre. Per questo occorre sostentare di continuo la popolazione con aiuti sia sociali che alimentari, un impegno al quale la Pedrollo aderisce attraverso il sostegno ai padri Camilliani di Port-au-Prince.

Anche di recente, grazie all’opera dei volontari e filantropi veronesi coordinati da Giovanna Negriolli, è stato approntato un container destinato al Foyer Bethléem, una struttura che ospita bambini e ragazzi fino ai 15 anni, tutti affetti da gravi disabilità fisiche e mentali, e quindi ancor più bisognosi di assistenza. La disponibilità dei volontari, che documentiamo anche nella foto, è servita ad accelerare le operazioni di riempimento del container, che è stato poi spedito a cura della nostra azienda.

È stato così possibile inviare 25 quintali di pasta di semola, tre di zucchero e cinque di riso, un quintale di fagioli e uno di passata di pomodori, 10 di farina che è stata donata da un benefattore e soprattutto 15 quintali di pannolini, prodotto che ad Haiti è introvabile e se c’è ha un prezzo insostenibile.

 

 

CULTURA, LAVORO E PROMOZIONE SOCIALE PER UN SOLIDO PROGRESSO DELL’ALBANIA

CULTURA, LAVORO E PROMOZIONE SOCIALE PER UN SOLIDO PROGRESSO DELL’ALBANIA

L’Albania è così vicina a noi, eppure ancora così distante. Al Paese delle Aquile la Pedrollo è molto legata, avendone accompagnato i primi passi nella difficile strada verso la libertà e lo sviluppo economico, sociale e culturale, e considerandola inoltre un importante mercato da sostenere nella sua crescita. Resta infatti ancora molto da fare sulla via di un progresso equilibrato e duraturo.

“Siamo una comunità di suore domenicane della Beata Imelda”, inizia ad esempio una lettera giunta in azienda che dimostra come in Albania vi siano molte persone che si impegnano per diffondere il progresso. Le suore, che operano nel piccolo centro di Bathore, hanno inviato alcune immagini del paese e delle attività che vi svolgono.

A nome delle consorelle, suor Gabriella Lorenzon ringrazia per aver ricevuto dalla Pedrollo una pompa che renderà più confortevole la vita degli abitanti, e racconta di come il rivenditore dell’azienda sia intervenuto rapidamente mandando un operaio a sistemare la pompa, “che ora funziona benissimo - dice - tanto che la stiamo usando continuamente!”. “Quello albanese è un popolo giovane e sofferente a causa della triste storia che si porta dentro da 500 anni - aggiunge Gabriella -. Siamo molto impegnate ad animare i giovani con la catechesi, ad aiutare i più poveri e a tenere corsi per la promozione sociale delle donne”.

 

 

SENEGAL, LE POMPE PEDROLLO FERMANO L’ESODO DAI VILLAGGI COLPITI DALLA SICCITÀ

In Senegal, nel cuore del Sahel, si trova la comunità Ndem, in un’area minacciata dal deserto e da una grave siccità che spinge progressivamente la popolazione a lasciare la campagna per rifugiarsi nelle città in preda a condizioni ancora più disagiate. Ma la speranza non è ancora tramontata: sotto la spinta dei saggi locali è stata infatti creata un’associazione che ha riunito 14 villaggi per combattere il degrado, sostenere l’agricoltura e fornire così agli abitanti un reddito sufficiente per vivere.

Uno sforzo al quale anche la Pedrollo partecipa attivamente con l’invio di alcune pompe che alimentano i pozzi per garantire un flusso costante di acqua. “Ho visto il nuovo pozzo con la pompa inviata dalla Pedrollo – ha testimoniato la volontaria Valeria Marchesini al rientro in Italia dal Senegal –. Tra qualche giorno l’acqua uscirà pulita dal pozzo, e sono già iniziati i lavori per la canalizzazione in altri due villaggi vicini a Ndem”.

Una cooperazione pratica che assume i toni di solidarietà tra esseri umani: “Non ci sono parole – spiega la volontaria – per esprimere la gioia delle persone: in Africa ho imparato quanto sia prezioso il bene dell’acqua, mentre da noi si tende a dare tutto per scontato e a smarrire il valore delle cose essenziali”. Grazie all’impegno e al sostegno di sostenitori e partner oggi la vita a Ndem sta migliorando, con la creazione di lavoro e nuove opportunità per non dover fuggire lontano dalla miseria.

 

LA PEDROLLO SOSTIENE IL “PROGETTO ICARO”, SCUOLA AMICA PER I RAGAZZI DISAGIATI

LA PEDROLLO SOSTIENE IL “PROGETTO ICARO”, SCUOLA AMICA PER I RAGAZZI DISAGIATI

La Pedrollo ha contribuito a sostenere il “Progetto Icaro”, creato insieme ad alcune scuole del territorio per offrire percorsi di orientamento, motivazione, prevenzione del disagio e dell’abbandono scolastico ad alunni problematici per non doverli espellere dal sistema formativo. Uno di questi alunni ha scritto alla Pedrollo una toccante lettera.

“Sono felice di raccontarvi com’è cambiata la vita in poco tempo. Finora la scuola era stata una brutta esperienza: ero a disagio, diverso, un bullo. Ero – scrive – la spina nel fianco di tutti i professori, eppure questo... mi esaltava! Non mi sentivo capito e credevo che il mio ruolo fosse proprio dare fastidio: era l’unico stimolo che avevo”.

“Ma tutto è cambiato quando mi hanno detto che rischiavo di perdere ancora l’anno scolastico. Una professoressa mi ha parlato del progetto Icaro, una scuola in cui ho potuto essere finalmente quello che sono davvero dentro, senza dover fare il cattivo. Qui i grandi non ci vogliono cambiare, non ci accusano sempre, non ci obbligano a essere diversi”.

“Oggi sono stato licenziato. Sì, neppure lavoro e già mi licenziano... In realtà significa che la scuola è finita e anch’io posso affrontare il futuro. Licenziare sembra una parola triste ma vuol dire felicità, così come io sembravo un cattivo ragazzo ma non lo ero. E adesso ho un domani che mi attende”.

 

 

DALLA PEDROLLO UN AIUTO PER IL BANGLADESH CONTRO LA PIAGA DEL “PIEDE TORTO”

DALLA PEDROLLO UN AIUTO PER IL BANGLADESH CONTRO LA PIAGA DEL “PIEDE TORTO”

C’è una malattia terribile e invalidante, presente anche in Occidente ma che nel Terzo Mondo colpisce una percentuale molto alta di bambini, soprattutto maschi: si chiama “Piede torto congenito”, in inglese “clubfoot”, ed è una malformazione congenita che causa la rotazione dei piedini verso l’interno, con le punte verso il basso, lasciandoli rigidi e deformati. Tale grave situazione rende impossibile camminare correttamente, e nel corso del tempo il dolore aumenta e la funzionalità dell’arto ne risulta gravemente compromessa.

In Bangladesh, tra i Paesi più colpiti, è sorto lo “Zero Clubfoot Project”, un’associazione che si propone di ridurre l’incidenza di questa malattia anche attraverso l’adozione di moderne tecniche chirurgiche e ortopediche meno invasive e con maggiori probabilità di successo. La Pedrollo ha raccolto l’appello di un partner commerciale, Nader Khan, e ha aderito volentieri alla richiesta di sostenere il progetto, che mira a ridurre i disagi delle famiglie e dei quasi mille bambini che ogni anno nascono affetti dal “piede torto” nell’area di Chittagong.

 

 

IN AFRICA L’ACQUA RESTA ANCORA UN DIRITTO NEGATO PER QUATTRO PERSONE SU DIECI

IN AFRICA L’ACQUA RESTA ANCORA UN DIRITTO NEGATO PER QUATTRO PERSONE SU DIECI

Per milioni di africani l’acqua è ancora un miraggio e noi non possiamo lavarcene le mani. Nell’area subsahariana l’accesso all’”oro blu” è un diritto umano fondamentale tuttora negato a più del 40% della popolazione. Senz’acqua non c’è salute né sviluppo, i danni all’agricoltura sono incalcolabili, il bestiame muore, le scuole restano chiuse e le famiglie soffrono perché le donne sono lontane per ore alla ricerca di acqua, lasciando incustoditi i figli. La mancanza di acqua pulita è legata all’80% delle malattie e costa ogni anno all’Africa Subsahariana il 5% della sua ricchezza. Negli ospedali più di metà dei pazienti sono affetti da malattie causate dall’uso di acqua contaminata, con conseguenze fatali soprattutto per i bambini: quelli con meno di cinque anni sono malnutriti, mentre l’acqua pulita ridurrebbe il tasso di mortalità di oltre il 20%. Per questo occorre costruire pozzi, cisterne, acquedotti e proteggere le sorgenti coinvolgendo le comunità locali nella realizzazione, nella manutenzione e nella gestione delle fonti d’acqua.

Portare acqua in Africa significa allargare la base della partecipazione e formare comitati di gestione e di tecnici all’interno delle stesse comunità beneficiarie dei progetti. Solo così i pozzi sono vissuti come beni di cui la comunità è responsabile e durano nel tempo. Ma bisogna anche rafforzare il ruolo delle donne nelle decisioni che riguardano lo sviluppo della comunità: in Africa infatti sono le donne a pagare il prezzo più alto della mancanza di acqua, ed è solo garantendo loro una presenza sociale che il diritto all’acqua potrà finalmente diventare una realtà.

 

 

IL VOLONTARIATO DEI DIPENDENTI PEDROLLO, UN DONO E UN ESEMPIO PER TUTTA LA SOCIETÀ

IL VOLONTARIATO DEI DIPENDENTI PEDROLLO, UN DONO E UN ESEMPIO PER TUTTA LA SOCIETÀ

 

Un’impresa non è solo un luogo di lavoro, ma per molti aspetti è uno specchio della società. È forte quando si riconosce in valori forti e duraturi, è efficiente se lo sono tutte le sue componenti, guarda al futuro con fiducia se ha radici solide e crede nell’innovazione e nel merito. E soprattutto è unita e affiatata solo se tutti condividono gli obiettivi comuni e sono utili gli uni agli altri.

Per questo i risultati che un’azienda ottiene dipendono dalla qualità dei prodotti e del servizio, ma al tempo stesso dall’impegno e dalla disponibilità di chi ci lavora, quella risorsa di energie positive che moltiplica i risultati, una grande sorgente di determinazione e di vitalità che non si esaurisce solamente nel lavoro di tutti i giorni ma si riversa anche sugli altri.

Dalle storie di chi lavora alla Pedrollo emerge il ritratto quieto e sereno ma anche forte e consapevole dei moltissimi colleghi che, terminati gli impegni in azienda, svolgono una costante e meritoria opera di volontariato: che si tratti di prestare soccorso nelle organizzazioni sanitarie e assistenziali, di animare le comunità locali, di unire il proprio credo religioso a iniziative di studio e di svago... quel che conta è la scelta di fare dono di sé.

Esempi di altruismo e coesione di cui la Pedrollo è ricca e che la rendono un esempio di sensibilità nella sua presenza sociale, e si arricchisce a sua volta nel benessere di tutti e nella prospettiva di un futuro sereno che dipendono da gesti straordinari nella loro normalità, come svolgere il proprio impiego al meglio, collaborare con i compagni di lavoro, contribuire alla crescita.

 

 

DAI POZZI NEI VILLAGGI UN AIUTO DECISIVO CONTRO LA “CECITÀ FLUVIALE” IN AFRICA

DAI POZZI NEI VILLAGGI UN AIUTO DECISIVO CONTRO LA “CECITÀ FLUVIALE” IN AFRICA

Oltre 37 milioni di persone, equivalenti all’intera popolazione dell’Oceania. Sono gli abitanti delle aree più povere dell’Africa centrale colpite dall’oncocercosi, chiamata anche “cecità fluviale”, una malattia infettiva causata dall’infestazione dei corsi d’acqua da parte di un parassita trasportato dai moscerini.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la malattia ha già reso cieche quasi sei milioni di persone nel mondo, anche se le campagne per debellarla hanno dato buoni frutti. Viene comunque considerata la seconda causa di cecità tra le patologie di natura infettiva dopo il tracoma.

Una volta infiltrato nel corpo, il parassita viaggia sotto la pelle causando prurito e infiammazione. Dopo anche molti anni arriva a danneggiare gli occhi, lasciando cicatrici sui tessuti oculari che portano a una completa cecità.

Anche se esiste un farmaco in grado di curare la malattia, questa piaga ha continuato a colpire l’Africa, causando gravi sofferenze alla popolazioni, naturalmente accompagnati dalla povertà e da drammatici problemi sociali che aggravano una situazione già compromessa.

La diffusione della malattia trova un alleato nella scarsità di acqua potabile che spinge le popolazioni, e molto spesso soprattutto i bambini, a raggiungere i pochi pozzi disponibili nelle vicinanze dei fiumi, in zone umide infestate di moscerini. Per questo la costruzione di pozzi e l’installazione delle pompe nei villaggi, oltre a risolvere il problema dell’approvvigionamento di acqua, aiuta in modo indiretto ma determinante a combattere l’oncocercosi.

 

 

UN AIUTO PER L’ETIOPIA, DOVE LO SVILUPPO STA PROSCIUGANDO IL BACINO DEL NILO

UN AIUTO PER L’ETIOPIA, DOVE LO SVILUPPO STA PROSCIUGANDO IL BACINO DEL NILO

Quasi 700 milioni di dollari, che potranno salire a 4 miliardi e mezzo nei prossimi vent’anni: è quanto lo spreco di acqua potabile costa ogni anni all’Etiopia, una delle nazioni più tristemente note nel mondo per il livello di povertà, la fame e la mortalità infantile.

Una cifra impressionante che non dipende dai capricci della natura, ma paradossalmente proprio dallo sviluppo che il Paese ha avuto negli ultimi anni. Il territorio del Nilo Blu è il più importante bacino di raccolta delle acque di tutto il fiume Nilo, ed è un’area che negli anni ha visto un rapido aumento della popolazione, che ha ridotto la disponibilità di acqua e di altri beni naturali della regione. La dimostrazione più drammatica di questa pressione sulle risorse ambientali è rappresentata proprio dall’estensione delle aree desertificate. Ogni anno da 150 a 210 milioni di tonnellate di suolo fertile si trasformano in terreno arido per il ritrarsi dello spartiacque del bacino del Nilo Blu, con un costo non solo ambientale ma soprattutto economico insostenibile e destinato ad aggravarsi.

E non è tutto: anche se è soprattutto l’Etiopia a sopportare questi costi, la desertificazione colpisce anche oltre le frontiere con un effetto che danneggia le riserve idriche, i canali e le strutture idrologiche nei Paesi a valle del corso d’acqua, come Sudan ed Egitto. Anche se è allo studio un progetto per limitare i danni (illustrato sul sito www.thewaterchannel.tv) la via migliore da percorrere è una migliore gestione dell’acqua sul territorio, con la posa di pompe e pozzi nei villaggi per assicurare la sostenibilità degli insediamenti e dell’agricoltura senza danneggiare il suolo.

 

 

SUMMIT ONU A RIO: OBIETTIVO GARANTIRE A TUTTI LA SOGLIA MINIMA DI ACQUA POTABILE

SUMMIT ONU A RIO: OBIETTIVO GARANTIRE A TUTTI LA SOGLIA MINIMA DI ACQUA POTABILE

Tra pochi giorni in Brasile, dal 20 al 22 giugno, si terrà la conferenza “Rio+20”, organizzata dall’UNCSD (Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile) per celebrare il ventesimo anniversario del Summit della Terra e il decimo del Summit Mondiale dello Sviluppo sostenibile, e fare così il punto sugli impegni presi nelle due occasioni.

Uno dei temi più importanti che verranno affrontati a Rio, accanto al cibo, alla prevenzione dei disastri ambientali, al lavoro, alle città sostenibili, all’energia e alla salute degli oceani, sarà naturalmente l’acqua. Obiettivo di “Rio+20” è ribadire gli impegni presi per lo sviluppo sostenibile, stimare i progressi fino a oggi e definire le priorità per colmare i vuoti che rimangono nel raggiungimento degli obiettivi posti dai summit più importanti, formulando così le nuove sfide.

Per quanto riguarda l’acqua non possiamo dimenticare che oggi nel mondo una persona su sei non dispone del fabbisogno minimo giornaliero di acqua pro-capite, stabilito in a un minimo di 20 litri. Questa è infatti considerata la soglia in grado di assicurare la soddisfazione dei bisogni primari legati all’alimentazione e alle condizioni igienico-sanitarie. Complessivamente sono circa 1,6 miliardi gli individui che vivono in regioni caratterizzate da povertà idrica, e la siccità costituisce la più comune causa di penuria alimentare nelle nazioni meno sviluppate.

Portare acqua a tutti, assicurare acqua pulita a chi ne ha più bisogno per combattere la povertà e favorire la crescita: questa è la sfida più importante per restituire dignità alle persone, ed è l'obiettivo (e la speranza) che anima quotidianamente l’operato della nostra azienda.

 

 

UN ANNO DOPO IL TERREMOTO E LO TSUNAMI, UN GRAZIE DEL GIAPPONE ALLA PEDROLLO

UN ANNO DOPO IL TERREMOTO E LO TSUNAMI, UN GRAZIE DEL GIAPPONE ALLA PEDROLLO

Un anno fa il Giappone fu colpito dal catastrofico terremoto e dal successivo tsunami che causò migliaia di vittime e danni ancora oggi incalcolabili. La Pedrollo scelse di essere da subito al fianco della popolazione, inviando aiuti alimentari e generi di assistenza.

In particolare attraverso “Italians for Tohoku”, un’associazione promossa da nostri connazionali che risiedono nel Paese del Sol Levante, la Pedrollo aveva recapitato un container di generi alimentari nella prefettura di Iwate, una zona gravemente colpita, dove - come sempre accade - prima ancora delle case occorre ricostruire il morale della gente.

Una vicinanza che in occasione della commemorazione delle vittime del disastro ha spinto l’Ambasciatore giapponese in Italia Masaharu Kohno a invitare Silvano Pedrollo a Roma per esprimergli personalmente “la sincera gratitudine per l’amicizia e la solidarietà” dimostrate verso il suo Paese.

“Grazie al buon impegno e all’aiuto offerto dai nostri amici italiani”, ha aggiunto l’ambasciatore durante la cerimonia, alla quale ha partecipato anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, “il Giappone sta superando le difficoltà e passo dopo passo sta compiendo progressi verso la ripresa”.

Al di là delle bandiere e delle frontiere l’obiettivo della nostra azienda è sempre contribuire al progresso dei popoli e dare un aiuto e una speranza a quanti vivono in condizioni disagiate, che a volte si trovano anche nelle nazioni più benestanti e preparate.

 

 

LA LUCE SPLENDE NEI VILLAGGI DEL TOGO GRAZIE AI GENERATORI DONATI DALLA PEDROLLO

LA LUCE SPLENDE NEI VILLAGGI DEL TOGO GRAZIE AI GENERATORI DONATI DALLA PEDROLLO

La missionaria suor Elisabetta Scaglioni, da anni in Togo, testimonia gli importanti passi avanti compiuti nel villaggio in cui opera anche grazie al sostegno della Pedrollo. Protagonisti questa volta sono i generatori inviati grazie all’interessamento dell’associazione “Amici del Togo” di Verona. “L’arrivo dei gruppi – annuncia suor Elisabetta – è stato oggetto di una grande festa a Ikotadi, uno dei nostri villaggi che da tempo accarezzava il sogno della luce. L’elettricità, un bene scontato nella società del benessere, è un lusso per tanti villaggi nella savana, abituati a regolare le loro giornate con la luce del sole”.

Trovati i fondi per il materiale e il personale specializzato, la gente ha recuperato i pali per sostenere i cavi elettrici distribuiti nel villaggio, composto di circa 700 persone. “Passerà sicuramente alla storia quel momento così bello – aggiunge la missionaria –: nelle tenebre della notte... la luce fu, proprio la notte di Natale! La gente e i bimbi di Ikotadi forse non si sono accorti se c’erano le stelle quella notte, tanto erano intenti a far festa intorno ai pali della luce!”

Un altro gesto di buona volontà ha poi reso possibile far giungere l’elettricità anche nel villaggio di Agounke: per sostenere la spesa di installazione e distribuzione la missione ha “barattato” il gruppo con uno più piccolo e meno costoso da alimentare, e così la Pasqua si è celebrata alla luce delle lampadine.

 

 

BORSE DI STUDIO DELLA PEDROLLO AI MIGLIORI UNIVERSITARI DELLA LIUC DI CASTELLANZA

BORSE DI STUDIO DELLA PEDROLLO AI MIGLIORI UNIVERSITARI DELLA LIUC DI CASTELLANZA

Prosegue l’impegno della Pedrollo per il sostegno alla cultura universitaria, e cresce la collaborazione con l’università LIUC di Castellanza (Varese), che la nostra azienda sostiene assegnando borse di studio ai migliori studenti: quest’anno Marco Bellea dio Ingegneria, Andrea Sala di Giurisprudenza e Paola Burderi di Economia.

Il rettore della LIUC Valter Lazzari ha ringraziato la Pedrollo precisando che “responsabilizzando i giovani si favorisce lo sviluppo dei talenti e si contribuisce al rilancio della comunità”.

Simone Sanavio, in rappresentanza della Pedrollo, ha sottolineato l’importanza di una cultura che salvaguardi la centralità della persona, anche per superare la crisi. “Coltivate un sano senso pratico – ha però aggiunto – sperimentando fin d’ora la realtà che troverete nel mondo del lavoro. Il futuro è nelle vostre mani: con i vostri sogni di un mondo migliore siete una speranza anche per le aziende”.

 

 

LA PEDROLLO AL FIANCO DELLE RAGAZZE PER SOSTENERE L’EDUCAZIONE NEL BANGLADESH

LA PEDROLLO AL FIANCO DELLE RAGAZZE PER SOSTENERE L’EDUCAZIONE NEL BANGLADESH

La cultura e soprattutto l’educazione scolastica dei più giovani sono uno dei primi “mattoni di speranza” che la Pedrollo sceglie di posare sulla strada della solidarietà verso i popoli più bisognosi, in quanto la conoscenza è il primo motore dello sviluppo di un Paese. Questo principio è ancor più vero quando a beneficiare degli aiuti sono le bambine, spesso trascurate nei Paesi in via di sviluppo.

Per questo la Pedrollo conduce da anni un costante impegno per la costruzione di edifici scolastici in Bangladesh, a Khulshi, un sobborgo della metropoli di Chittagong: una continuità che consente non solo di piantare i semi ma anche di raccogliere i frutti di questo lavoro. Su invito dello storico partner locale Nader Khan l’azienda ha deciso di sostenere e far crescere una storica istituzione scolastica creando un polo di qualità dedicato alle bambine e alle ragazze.

I lavori, iniziati nel 1988 con la sistemazione di un vecchio edificio, sono proseguiti con la costruzione di un nuovo nucleo, diventato un ampio palazzo di tre piani che ospita oggi 750 giovani che seguono tutte le classi dall’asilo alle superiori. In Bangladesh infatti si frequentano dodici classi dai 6 ai 18 anni, prima di accedere all’università, secondo il sistema educativo anglosassone.

La Pedrollo sostiene altre scuole in Bangladesh, alcune di alta qualità come la Cider School, dove quasi 3000 studenti ricevono un’istruzione d’eccellenza che aiuterà a contrastare l’emigrazione dei migliori talenti del Paese, una vera e propria fuga di cervelli come quella che affligge l’Italia.

 

 

CONSEGNA LAUREA HONORIS CAUSA A SILVANO PEDROLLO
GIUGNO 2011 - POLITECNICO DI TIRANA

In occasione del XX anniversario della presenza di Silvano Pedrollo in Albania, il Politecnico di Tirana consegna all'Ambasciatore Pedrollo una Laurea Honoris Causa. L'Albania dimostra così la sua riconoscenza nei confronti di un uomo e di un'impresa che tanto hanno fatto per il Paese a favore degli uomini, della scienza e dell'università.

Silvano Pedrollo - dice il primo consigliere dell'Ambasciata italiana in Albania - è ambasciatore dell'Italia migliore, che con la sua generosità esprime la gioia di donare agli altri, segno della vera ricchezza, non solo materiale, ma anche interiore.

 

 

UN IMPEGNO DI VALORE: INCONTRO TRA I DONATORI DELLE BORSE DI STUDIO E I BENEFICIARI DELLE STESSE
25 MAGGIO 2011 - UNIVERSITÀ CARLO CATTANEO - LIUC, CASTELLANZA

L'università Cattaneo è realtà dal 1991 e le imprese che la vollero e la finanziarono allora continuano ad esserle vicino in vari modi: erogando borse di studio, ospitando gli allievi in stage, partecipando con testimonianze manageriali alle lezioni e agli incontri con i laureandi. Pedrollo è tra le società che sostengono i progetti della LIUC.

In questo filmato sono gli studenti a raccontarci che cosa significhi per loro crescere professionalmente e personalmente lavorando a stretto contatto con il mondo imprenditoriale.

 

 

INAUGURAZIONE AULA "PEDROLLO"
4 MARZO 2011 - UNIVERSITÀ DI TIRANA

 

 

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